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Cordoglio a Reggio Emilia: morto a 74 anni Amos Rossi, “il cartolaio” del centro storico

Se n’è andato un altro pezzo di storia del centro storico, una figura sorridente che ha accolto generazioni di studenti e non solo

REGGIO EMILIA. Un pezzo di storia del centro, una figura sorridente che ha accolto generazioni di studenti e non solo. Stroncato da un infarto, è morto sabato mattina Amos Rossi, 74enne cartolaio per tanti anni gestore assieme alla sua famiglia della Cartoleria Rossi di via Farini.

Uno dei negozi più frequentati della zona, in una delle strade più affollate del centro, da ragazzi alle prese con materiale scolastico così come da reggiani di ogni età alla ricerca di volumi, regali, confezioni e attrezzature assortite. Lascia la moglie Silvana, la figlia Barbara, il genero Andrea oltre a diversi parenti residenti nel Reggiano.

Rossi aveva avuto un malore qualche giorno fa, arrivato inaspettato, senza sintomi che facessero pensare a un peggioramento così brusco delle sue condizioni di salute. Invece, domani mattina, è stato stroncato da un infarto. Il funerale si svolgerà stamattina in forma civile: il corteo funebre partirà alle 9 dalla camera ardente del Santa Maria e raggiungerà il cimitero di Coviolo per un breve commiato. Al termine, la salma verrà portata nell’ara crematoria in attesa delle operazioni di cremazione.

Reggio si congeda da un volto notissimo della sua storia di fine ‘900, un protagonista del commercio del centro storico sempre attento anche alla solidarietà e dall’impegno, caratterizzato da una grande gentilezza e da un sorriso praticamente perenne.

Appassionato di pesca, approfittava di ogni momento libero per dedicarsi ad ami, esche e a fare giri su fiumi e laghi, in compagnia degli amici. Fra chi lo ricorda, il comitato esodati della zona reggiana, che Rossi aveva sempre sostenuto.

«Galantuomo – si legge in una nota – gran lavoratore, uomo mite e dolce, appassionato pescatore. Un altro volto della vecchia Reggio che non c’è più, e che manca già a chi, come noi del comitato esodati, ci appoggiavamo a lui e alla sua attività nel nostro lavoro di diffusione capillare della nostra attività. Ciao Amos, ti abbiamo voluto bene e ci manchi tantissimo».

Pubblicato su Gazzetta di Reggio