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Addio a Nadia Toffa, il ricordo di quella giornata a Reggio Emilia: «Voleva migliorare la società»

Matteo Iori, allora presidente della Onlus Papa Giovanni XXIII, invitò la giornalista televisiva nella giuria di un concorso per bambini contro la ludopatia

REGGIO EMILIA. «Una bella persona, che lascia un grande vuoto proprio in un momento in cui di solidarietà e attenzione nel nostro Paese c’è molto bisogno». Così Matteo Iori, ora presidente del Consiglio comunale di Reggio Emilia, ricorda Nadia Toffa, la giornalista televisiva de “Le Iene” che ha perso la sua battaglia, vissuta alla luce del sole, contro il tumore.

L’annuncio del decesso a soli 40 anni, da parte della redazione de “le Iene”, ieri ha suscitato cordoglio in tutta Italia.. La giornalista ha visitato la nostra città nel 2014, per partecipare ad un progetto nazionale contro la ludopatia lanciato dalla comunità Papa Giovanni XXIII e dal Conagga (coordinamento nazionale gruppo giocatori d’azzardo), entrambi all’epoca presieduti da Iori.

«L’avevo contattata via mail per chiederle se era disponibile a venire a Reggio Emilia per far parte della giuria del concorso “Arts against gambling - Arti contro il gioco d’azzardo”. Il concorso era rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori a livello nazionale e ci arrivarono moltissimi materiali da tante città, da Palermo fino a Trento: scritti, disegni, foto, video, canzoni, manifesti, fumetti».



Il 27 novembre 2014 «Nadia venne a Reggio per premiare i vincitori e si intrattenne tutto il giorno con noi per parlare delle nostre attività e per conoscere meglio i rischi del gioco d’azzardo. Fu una conoscenza molto proficua – racconta Iori – In seguito ci sentimmo altre volte per confrontarci sulla tematica della ludopatia e per contribuire alla nascita di alcuni servizi de “Le Iene”, come ad esempio quello su alcuni modelli di Ticket redemption, una specie di slot machine per bambini».


Dopo la giornata passata insieme, i due erano rimasti in contatto, tramite messaggi sporadici via cellulare, che la Toffa aveva lasciato a Iori. «Nadia era molto disponibile, attenta, simpatica, ma anche molto seria in quello che faceva. E soprattutto era determinata ad usare gli strumenti che aveva, la televisione in primis, per migliorare la nostra società»

Pubblicato su Gazzetta di Reggio