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«Chiedo giustizia per mio figlio Sylvester»

Emmanuel Agyemang, padre del ragazzo morto alla fermata del bus, ieri a Reggio per l’inaugurazione del nuovo murales

REGGIO EMILIA. «Giustizia per Sylvester. Grazie a tutti». Commozione e rabbia. Ma anche un sincero sentimento di gratitudine nei confronti di quanti hanno voluto che il volto di suo figlio, raffigurato come un monito nel luogo della tragedia, venisse ancora ricordato e tornasse a risplendere con nuovi colori. E poi un auspicio: che tragedie del genere non si ripetano più. È questo il senso delle parole di Emmanuel Agyemang, il padre del giovane studente reggiano di origine ghanese dello Scaruffi-Levi-Tricolore morto mentre scendeva dall’autobus alla fermata di Santa Croce il 13 gennaio 2014, tornato ieri a Reggio dall’Inghilterra per presenziare alla cerimonia di inaugurazione del nuovo murales in memoria di suo figlio, realizzato alla fermata di Santa Croce.

IL VANDALO

Il murales era stato deturpato da un atto vandalico lo scorso 15 gennaio. La latitanza del vandalo, in seguito, è durata appena tre giorni. Grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza, infatti, l’autore di quel gesto ignorante e vergognoso è stato individuato, interrogato e denunciato dalla polizia municipale: un italiano di 48 anni, che non ha potuto far altro che confessare.

L’INDIVIDUAZIONE

L’uomo è stato individuato in sella alla propria bici mentre pedalava serenamente in via Emilia Santo Stefano. Ma il colore della bici e dei guanti, ancora utilizzati dall’uomo, hanno indirizzato i sospetti degli agenti su di lui: entrambi erano stati nitidamente registrati nelle riprese che alle 20 del 15 gennaio hanno immortalato il vandalo del murale dedicato a Sylvester. Dopo aver preso visione dei fotogrammi che lo ritraevano, l’uomo ha ammesso le proprie responsabilità, sostenendo genericamente di odiare i murales.

IL RIFACIMENTO

Subito il Comune ha commissionato il rifacimento dell’opera, affidandola a Fabio Valentini (Neko, autore del primo murales vandalizzato), Daniele Castagnetti (Mister Dada) e Marco Temperilli (Maik): artisti aderenti al Tavolo della street art, da un paio di giorni al lavoro per risistemare l’opera. Alla cerimonia di inaugurazione, ieri in viale Piave, anche Luca Vecchi e Emanuele Cavallaro, sindaci di Reggio e Rubiera, comune quest’ultimo dove il giovane viveva con la famiglia. Fra i presenti anche gli assessori Raffaella Curioni e Serena Foracchia. Ma è stato il discorso in inglese del padre di Sylvester il momento più toccante della cerimonia. Emmanuel Agyemang, è stato attorniato da amici e supportato nel suo appello da una nipote, cugina di Sylverster: «Un gesto meraviglioso fatto per Sylvester», ha affermato la ragazza commentando il murales e rimarcando il bisogno di giustizia per una morte assurda su cui è in corso il processo. —

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio