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Oggi l’autopsia sul postino trovato morto carbonizzato

Rimangono diversi dubbi  che potrebbero essere fugati dagli accertamenti  medici. Il suicidio resta comunque la pista principale 

VIANO. La morte del postino 45enne Stefano Lucatelli – il corpo, carbonizzato, è stato trovato lunedì nel giardino della sua casa in via Ca’ di Rozzi a Regnano – rimane un giallo, e oggi qualche indicazione in più alle indagini potrebbe arrivare dall’autopsia disposta dal pm Maria Rita Pantani, che coordina l’inchiesta dei carabinieri.

Il fascicolo aperto in Procura è per omicidio, ma per il momento la pista più accreditata è quella che porta ad un gesto autolesionistico estremo: si sarebbe appositamente cosparso di benzina dandosi fuoco.

TANTI I DUBBI

Dai primi accertamenti con i raggi è emerso che sul corpo non vi sono lesioni. Ma restano i dubbi sulle modalità. Pur aggredito dalle fiamme, Stefano Lucatelli non avrebbe urlato, non si sarebbe spostato d’istinto, come solitamente accade quando ci si brucia. Inoltre è stato posizionato un lettino che nasconde alla vista quanto di tragico è avvenuto. Infine, non è stato lasciato alcun biglietto d’addio, o che perlomeno spieghi quanto poi è accaduto. I rilievi medico-legali parlano di una morte avvenuta nel cuore della notte, quindi questo può spiegare il fatto che i vicini di casa non si sono accorti di nulla sino a mezzogiorno.

MOTIVI RELIGIOSI?

Nell’abitazione di Stefano Lucatelli sono stati trovati libri filosofici e religiosi. «Era una persona estremamente colta – dice una vicina – che non amava i social e il web, preferendo i libri». Il postino era buddista e ha voluto uccidersi come un bonzo? Un suicidio dettato da motivi religiosi? O qualcuno l’ha spinto a farla finita in quel modo? Il dolore e l’incredulità sono ancora ben palpabili tra i residenti della borgata di via Ca’ de Ruozi, dove l’uomo viveva in uno degli appartamenti ricavati da un bel rustico affacciato sulle colline. L’area del ritrovamento, sul lato del rustico in via Ca’ de Ruozzi, resta circondata dal nastro bicolore posto dai carabinieri. Lo stesso all’ingresso dell’appartamento e alla tettoia che funge da garage per un’auto e una moto. —

T.S.

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio