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«Stefano, un tipo riservato ma sempre disponibile»

Il dolore dei vicini di casa e degli amici il giorno dopo il macabro ritrovamento  «Era una persona estremamente colta. Non amava internet ma i suoi libri»

viano. «Stefano era un tipo taciturno. Del resto, chi sceglie di vivere qui cerca la tranquillità. Ma era comunque sempre molto carino e disponibile. Si occupava lui un po’ di tutto qui, il giardino e altro. Era molto bravo in questo. I rapporti tra noi vicini di casa sono sempre stati buoni. Ogni tanto ci si trovava per cenare qui fuori d’estate, e lui c’era sempre. Tra lui e i bimbi che abitano qui c’era un rapporto di grande affetto. A tutti noi dispiace immensamente non esserci accorti di nulla».

Il giorno dopo il tragico ritrovamento del cadavere carbonizzato del postino di 45 anni Stefano Lucatelli, il dolore e l’incredulità sono ancora ben presenti tra i residenti della borgata di via Ca’ de Ruozi, dove l’uomo viveva in uno degli appartamenti ricavati da un bel rustico affacciato sulle colline.

«Non dimenticherò»

Si gode di uno splendido panorama, dal terrazzamento nel quale è stato trovato il corpo, riverso in una posizione quasi innaturale che difficilmente si cancellerà dalla memoria di chi lo ha visto e ha dato l’allarme. Ieri mattina l’area e altri punti della casa erano circondati dal nastro bicolore posto dai carabinieri subito dopo il ritrovamento del corpo bruciato. A richiederlo, le indagini sulla morte dell’uomo.

È una vicina, l’unica presente intorno all’ora di pranzo, a ricordare Stefano. «La notte tra domenica e lunedì sono rientrata all’1.20 – continua – ma non mi sono accorta di nulla. Del resto, qui di notte è tutto buio, nonostante l’illuminazione esterna ci sia. A maggior ragione, dopo quanto è successo, lo faremo presente alla proprietà (Iori dell’omonima officina di Albinea, ndr). Nulla è stato notato, e per fortuna, vista la presenza dei bimbi. Nemmeno la famiglia uscita la mattina per portare i piccoli a scuola. Poi, a mezzogiorno lo abbiamo visto. Non dimenticherò mai».

l’incredulità

Tutto nella borgata pare sospeso, come la mente di chi ancora non sa darsi una spiegazione dell’accaduto.

La vicina di casa preferisce non venga scritto, ma non si sottrae alle riflessioni: «Quando sono arrivata, nel 2015, dopo la ristrutturazione della casa in seguito a un incendio, Stefano abitava già qui da un po’. Era una persona estremamente colta. Non amava i social e internet: lui aveva i suoi libri. Arrivato qui, si era preso cura, e lo faceva tuttora con impegno e amore, degli animali abbandonati dal precedente proprietario: diversi cani e un gatto».

Gli stessi che, anche ieri, hanno accolto, gli uni scodinzolando e l’altro ronfando, chi è arrivato fino al borgo isolato in cerca di risposte.

«Da dieci anni veniva qui almeno un paio di volte la settimana per comprare le sigarette e prendere un caffé – ricorda Gabriele Montermini della vicina trattoria “Il Cacciatore”, a Ca’ Bertacchi –. Tutti lo conoscevano. Era riservato e sempre gentile. Pensi che per un anno intero è andato a lavorare a Reggio tutti i giorni in bicicletta».

Gli interrogativi, dunque, restano. Nessun biglietto lasciato dall’uomo, nessun apparente disagio. Se non quell’«umore altalenante» che diverse persone che lo conoscevano gli hanno riconosciuto anche ieri. «Ma non da pensare a un gesto così estremo», precisano. «Nessuno qui si capacita di quanto successo». —

M.F.

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio