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È morto all’improvviso Stefano Bencini, pioniere del cabaret e scopritore di talenti

Il 66enne si è accasciato al bar mentre si sedeva a un tavolino a bere il caffè. Per fare chiarezza è stata disposta l’autopsia

REGGIO EMILIA. Se n’è andato all’improvviso – forse tradito da quel cuore che già gli aveva dato problemi – Stefano Bencini, 66 anni, pr, promoter di eventi e pioniere del cabaret, che diffondeva per la nostra provincia portando tanti artisti poi diventati star di Zelig.

Giovedì scorso a Scandiano il 66enne si è recato da un amico in un laboratorio gastronomico; è andato a mangiare una piadina in centro, poi al bar della stazione ferroviaria per prendere il caffè. Lì, alle 14, mentre si sedeva al tavolino con la tazzina, all’improvviso si è accasciato: inutili i tentativi di rianimazione. Il corpo è stato portato al cimitero di Coviolo, dove ieri mattina l’ex compagna ha eseguito il triste rito del riconoscimento. Per fare chiarezza sulle cause del decesso è stata disposta l’autopsia, che sarà eseguita alla Medicina legale di Modena. Da fissare il funerale, previsto per la prossima settimana.

Bencini, originario di Sabbioneta (Mantova), è cresciuto a Reggio, dove il padre – maresciallo dei carabinieri della stazione di via Adua – si trasferì per lavoro. Ex deejay in diverse discoteche reggiane, Bencini era un rappresentante di quella “vecchia guardia” di deejay che ha vissuto appieno il mondo dei locali da ballo nella stagione d’oro degli anni ’70-’80. La sua quotidianità ha imboccato binari più ordinari finché, quindici anni fa, un attacco cardiaco pesante (lui stesso raccontava che in quel momento era al volante a Traversetolo e aveva guidato fino all’ospedale di Montecchio) lo ha fatto sentire un miracolato. Un avvenimento spartiacque perché, come raccontano gli amici, da allora Stefano ha voluto cambiare radicalmente la sua esistenza: a partire dal 2009 ha lasciato il suo appartamento in una laterale di via Adua, si è trasferito a Scandiano (senza però prendere la residenza), ha gettato le medicine e abbandonato l’auto (si spostava solo in bus o in treno). E soprattutto ha seguito la sua passione: lo spettacolo.

Passione che coltivava in proprio (seguendo corsi di teatro, ha fatto parte per diversi anni della Compagnia Artemisia Teater di Antonio Guidetti) e come lavoro; sfruttando la sua naturale comunicativa collaborava con il Corallo di Scandiano, La Latteria di Auro Franzoni ma anche ristoranti come Da Mandarein di Salvarano, dove allestiva serate a tema.

Bencini organizzava spettacoli con tutti i locali della provincia che gli permettessero di portare sul palco comici, imitatori e cabarettisti diventati in seguito famosi come Roberto Midani, Carlo Bianchessi, Maniko Sport, Claudio Lauretta (speaker su RadioDeejay); artisti importanti, che grazie al fiuto di Bencini – spesso nel ruolo di presentatore e speaker – si sono esibiti all’hotel Classic. Di recente Bencini ha organizzato una serata di beneficenza al circolo Arci Pigal con Willer Collura, il comico vincitore della trasmissione “La sai l’ultima?” edizione 2019. Sua l’idea il capodanno 2008 al Drive-in di Cella che aveva catalizzato 250 persone. Conosciutissimo nel mondo dello spettacolo, la notizia della sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio.

Stefano Bencini lascia nel dolore un cognato e due nipoti, l’ex compagna Martina e la figlia Beatrice di 16 anni.

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio