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Pestaggio, i video del Rockville per identificare tutto il branco

I gestori li hanno consegnati ai carabinieri: «Massima collaborazione». Oggi l’incontro con il sindaco

Miriam Figliuolo

CASTELLARANO. Il giorno dopo il brutale pestaggio di cinque ragazzi da parte di un branco di almeno 15, poco più grandi, non si stringono solo le maglie degli investigatori, ma anche quelle della comunità e delle autorità civili, a fare quadrato contro una violenza inaudita e assurda, in difesa dei ragazzi feriti, due dei quali finiti in ospedale, di cui uno in serie condizioni, e, soprattutto, dei condivisi e fondamentali valori del vivere civile.

A farsi avanti subito, offrendo tutta la propria disponibilità per fornire ogni elemento utile a identificare tutti gli aggressori, sono stati gli stessi gestori della discoteca, il Rockville, che sabato era alla sua ultima serata della stagione.

«Non poteva finire peggio... – commentano dal Rockville – Ci teniamo a sottolineare ancora una volta che il pestaggio è avvenuto non davanti alla discoteca, ma a 200 metri di distanza, nel parcheggio e 40 minuti dopo la chiusura. Tanto che non ci siamo accorti di nulla e, anche i pochi rimasti, non hanno avvertito neppure il rumore degli spari (due colpi esplosi con una scacciacani da uno degli aggressori, ndr). Abbiamo saputo dopo, purtroppo. Ma questo non toglie che ci sentiamo in dovere di dare la massima collaborazione alle forze dell’ordine perché questi individui possano essere identificati».

Già ieri mattina Bruno Bocedi, il titolare del locale, era in caserma dai carabinieri. I filmati registrati all’ingresso e all’uscita, come all’interno dell’area del Rockville, sono stati consegnati ai militari dell’Arma che, dall’alba di domenica, stanno indagando.

Il cerchio pare possa stringersi ulteriormente attorno agli autori del brutale pestaggio.

«Contiamo che grazie al confronto tra le nostre immagini e i video con i quali diversi presenti hanno ripreso l’aggressione possano essere identificati tutti – spiegano dal Rockville –. Abbiamo riguardato bene anche noi le nostre registrazioni e possiamo confermare che quanto è successo non è conseguenza di qualcosa avvenuto all’interno della discoteca. Durante la serata non c’è stato alcun “incidente” e all’uscita erano tutti tranquilli. Siamo convinti che si sia trattato di un agguato a scopo di rapina (a una delle vittime è stata strappata una collanina, ndr). Come denunciano purtroppo molti genitori, anche in queste ore, non sarebbe la prima volta che capita all’esterno di molti altri locali...».

«E se succedono cose così gravi – proseguono – non è colpa dei gestori, né tantomeno dei carabinieri, che qui a Castellarano ci sono e si fanno in quattro. Poi non conosco le dinamiche interne alle forze dell’ordine. Non saranno in tanti forse, ma anche i buttafuori non sono in tanti. Sabato sera a saperlo i nostri sarebbero anche intervenuti, ma a quel punto erano già andati a casa, dopo 40 minuti dalla chiusura. Non rimangono certo fino al mattino. Alle 3,30 era già molto freddo e a quel punto nel locale si sono attardati in pochi: dopo la chiusura solo il responsabile e la cassiera per i conteggi. E non hanno sentito niente, neppure gli spari. Questo per dire la distanza dal luogo in cui è avvenuto il pestaggio».

Di sicuro qualcosa da valutare circa la sicurezza dell’area c’è e anche di questo oggi i gestori del Rockville discuteranno con il sindaco, Giorgio Zanni, che ha chiesto loro un incontro. «Massima collaborazione», ripetono dal locale di via Radici Sud.

Resta la preoccupazione per i ragazzi feriti, uno dei quali si ritrova con la mascella rotta. Lui e l’amico sono stati ricoverati. «Le ragazze, almeno tre – commentano dal Rockville –, per fortuna non le hanno toccate. Ma dovranno superare un terribile shock». A loro e alle loro famiglie si stringe la comunità. Tanti genitori, davanti a quanto accaduto, si sono immedesimati, sudando freddo per i propri figli. Un commento su Facebook per tutti: «Poteva anche scapparci un morto, questi ragazzi sono proprio fuori di testa, un genitore come può stare tranquillo se il figlio esce la sera».

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio