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A 102 anni è morta Giovanna Strozzi compagna di classe di Silvio D’Arzo

Il nipote: «Una donna brillante e bellissima, piena di vita» Il funerale domani pomeriggio nella chiesa di San Pietro

REGGIO EMILIA. Da bambina fu colpita da una grave malattia polmonare, e i medici dissero a suo papà che difficilmente ce l’avrebbe fatta. Invece Giovanna Strozzi, vedova dell’avvocato Ugo Zuccoli, è morta martedì, a 102 anni, dopo una vita lunga e soprattutto intensa.

A raccontarlo è suo nipote, l’avvocato Cesare Zuccoli, che parte proprio da questo aneddoto per descrivere «la donna straordinaria che in parte mi ha cresciuto, con cui andavo a teatro e per mostre, prendendo treni e viaggiando, e che mi ha trasmesso l’amore per la montagna».

Nata il 17 settembre del 1919 a Reggio Emilia, Giovanna era frutto di un amore nato durante la Prima Guerra Mondiale: «Suo papà, Virgilio Strozzi, era stato ferito sulle montagne e venne curato da un professore montenegrino. Ad accudirlo dopo l’operazione fu la figlia del professore, che era anche un’infermiera. Tra i due scoppiò l’amore e dopo poco nacque mia nonna». Il destino la separò presto dalla mamma, che morì giovanissima. Anche lei, da bambina, rischiò. «I medici le diagnosticarono una malattia polmonare e dissero a suo padre che non aveva grandi speranze di vita. Lui allora, che era un veterinario, si prese un anno sabbatico e la portò sulle Dolomiti – racconta il nipote – Per un anno intero rimasero sempre in alta quota, e lei guarì. Le rimase “soltanto” un amore indissolubile per la montagna. Da adulta comprò una casetta a Bellamonte, in Trentino: lì abbiamo passato tutte le nostre estati e lì, fino a quattro anni fa, la accompagnavo in giugno per andarla a riprendere a settembre».

Giovanna fu anche compagna di classe di Ezio Comparoni, in arte Silvio D’Arzo, ed è a lei che si deve la scoperta di alcuni disegni realizzati dallo scrittore quando era solo un ragazzino: «Mia nonna raccontava sempre che Ezio Comparoni le faceva il filo – racconta il nipote – e che per attirare la sua attenzione le prendeva le trecce bionde, che lei ha sempre portato lunghissime, e gliele intingeva nell’inchiostro. Poi le riempiva i diari e i quaderni di disegni». Non era l’unico ricordo che a Giovanna piaceva rispolverare: «Era una donna bellissima, diceva di essere stata la donna più bella di Reggio, e le piaceva mostrare le foto di quando era giovane, delle feste al Circolo del Casino... Continuava ad avvolgere intorno al suo chignon, ormai bianco, una ciocca di capelli biondi che si era tagliata quando aveva vent’anni».

Il funerale di Giovanna Strozzi sarà celebrato domani alle 14.30 partendo dalla Casa Funeraria Reverberi di via Terezin 21, dove è allestita la camera ardente (orari 8.30-18.30), per la chiesa parrocchiale di San Pietro. Al termine della funzione religiosa si proseguirà per il cimitero Monumentale.

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio