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«Frenk ci ha dimostrato cosa è la bontà d’animo»

reggiolo. «Quando si dice di una persona che era buono, secondo me si è detto il massimo». Con queste parole don Ivano Zanoni ha concluso la messa a Novi (Modena) officiata in occasione dei funerali di Francesco Marchi detto “Frenk”, calciatore 29enne morto cadendo da una terrazza. Fino a un anno fa era centrocampista del Reggiolo, per cui la sua scomparsa ha suscitato cordoglio anche nella Bassa reggiana. Al funerale c’erano circa 700 persone, tra cui molti giovani. La stragrande maggioranza è rimasta sotto la tensostruttura davanti alla chiesa e nel cortile. Gremita la piccola chiesa che ospita le funzioni religiose al posto di quella lesionata dal sisma del 2012. La bara coperta di rose e anturium e dendrobium bianchi, simbolo di giovinezza, è stata portata in chiesa dagli amici. «Ci sono dei momenti della vita in cui noi vorremmo essere lontani dal dolore, dalle disgrazie – ha detto il don –. Quando muore un giovane è sempre uno strazio per la famiglia, per gli amici e per la comunità». La famiglia Marchi due anni fa ha subito un altro lutto: la prematura scomparsa di Maurizio, padre di Francesco. «Ci sembra impossibile essere qui a piangere una persona che ha saputo regalarci così tanti sorrisi. “Frenk” era parte di questa magia». E un’amica d’infanzia ha aggiunto: «Abbiamo avuto la prova di quanto può essere buona una persona conoscendoti. Ci hai insegnato che una parola buona è sempre meglio di una cattiva, e che porgere una mano è sempre meglio che toglierla».

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio