• Home
  •  > Notizie
  •  > Addio a Bolondi, maestro di fotografia

Addio a Bolondi, maestro di fotografia

Aveva 80 anni e fu fondatore del locale Cinefotoclub: tanti i riconoscimenti ricevuti nella sua lunga carriera

Montecchio. Una vita dedicata alla fotografia, la sua grande passione. Praticata, peraltro, con ottimi risultati, come testimonia il vastissimo curriculum che lo ha portato a ricevere numerosi riconoscimenti e ad esporre in tutta Italia. Il mondo della fotografia reggiana e nazionale piange Ivano Bolondi, morto a 80 anni nella notte tra martedì e ieri. I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle 15.30 in chiesa a Montecchio, con partenza dall’abitazione in via Volta 2. La funzione si svolgerà in forma privata, con l’accesso riservato ai familiari, agli amici e ai dipendenti dell’officina meccanica che porta il suo nome e nella quale esprimeva la sua spiccata creatività.

Bolondi ha di fatto dedicato tutta la sua vita alla fotografia, partendo da quella di viaggio, alla scoperta di culture diverse, per poi trovare un proprio stile espressivo, intimo e personale, che è stato alla base dei suoi tanti lavori successivi. “Autore dell’Anno Fiaf” 2005 e Maestro della Fotografia Italiana (Mfi) nel 2007, ha ottenuto importantissimi riconoscimenti non solo in Italia ma anche in ambito internazionale. Una sua fotografia, “Shangai, 2010”, è una delle opere permanenti facenti parte della “Galleria a cielo aperto” nel centro storico di Bibbiena (Arezzo). Nella lunga attività di fotografo per passione, Bolondi si è espresso in ogni genere di opera fotografica: immagini singole, portfolio, libri, audiovisivi.

Il suo è un percorso creativo che dalla fotografia di viaggi nel mondo lo ha condotto all’espressione del proprio mondo interiore. La passione della fotografia è stata sempre condivisa con la moglie Eugenia, sua inseparabile e instancabile compagna di viaggio – nonché organizzatrice di ogni spedizione – insieme alla quale ha girato prima l’Italia e poi l’Europa, specializzandosi in particolare sugli audiovisivi (oltre 70, in totale, quelli prodotti). Numerosi gli aneddoti che caratterizzano questi viaggi all’estero, tra i quali spiccano la consegna di alcuni suoi libri fotografici alla corte del re di Thailandia o a al premio Nobel San Suu Kyi, che lo ringraziò con un biglietto corredato da un emozionante pensiero.

Bolondi è stato fondatore del Cinefotoclub di Montecchio e socio onorario di numerosi circoli tra cui “Il Colibrì”. La sua crescita espressiva si deve in particolare alla frequentazione del Gad (gruppo Amatori Diapositive) di Reggio Emilia alla fine degli anni Settanta, dove Bolondi trovò un ambiente critico e creativo che gli permise di trovare un proprio stile e una particolare espressività che sarà alla base dei suoi futuri lavori. Nel 1992 gli venne conferita dalla Fiaf (Federazione italiana associazioni fotografiche), l’onorificenza Afi (Artista fotografico italiano). È stato designato dalla Fiaf autore dell’anno 2005 e Maestro della fotografia italiana nel 2007. Ha ottenuto importanti riconoscimenti nei maggiori concorsi nazionali e internazionali. Tra le sue affermazioni più significative primeggiano il secondo Premio Internazionale Nikon Photo Contest nel 1982, il terzo premio nel 1998 e la menzione d’onore nel 2000, nonché il Premio Marco Bastianelli 2006 per “Percorsi” (Miglior libro fotografico).

Sue opere sono conservate presso l’Istituto di Cultura Brasile-Italia di Recife, l’Accademia Carrara di Bergamo, lo Csac (Centro Studi Archivio Comunicazione) dell’Università di Parma, il Mim (Museum in Motion) a S. Pietro in Cerro di Piacenza e sono state pubblicate su diversi libri, monografie, riviste e testi universitari. È stato direttore artistico di “Garda Photo” e di “Arte Photo” a Cento di Ferrara. Ha al suo attivo una decina di libri fotografici, nonché importanti mostre, come “Atmosfere sospese” tenuta a Palazzo Magnani nel 2013. Bolondi lascia la moglie Eugenia e altri parenti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Pubblicato su Gazzetta di Reggio