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Il missionario Luciano Lanzoni riposa nel suo amato Madagascar

Celebrati i funerali, è stato ricordato anche a Reggio. Venerdì la messa in cattedrale con Camisasca

REGGIO EMILIA. Il funerale è stato celebrato ieri pomeriggio a Manakara, in Madagascar, con la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco don Luca Fornaciari. Alla messa ha preso parte anche una rappresentanza di Servi e Serve della Chiesa, nel rispetto delle norme anti-Covid. E a Reggio è stato ricordato già ieri nella chiesa di San Giacomo a Masone. Ma sono in programma anche altre iniziative di preghiera per ricordare la figura del missionario Luciano Lanzoni, consacrato laico nell’Istituto secolare dei Servi della Chiesa, morto a 63 anni all’ospedale di Ampasimanjeva in Madagascar dopo aver contratto il Covid. In un primo momento si pensava che scontasse gli effetti collaterali del vaccino, cui si era sottoposto nella capitale dell’isola; poi è intervenuto un serio peggioramento delle condizioni di salute.

«Ho tribolato un po’ perché qui l’ossigeno è razionato e così anche i miei pensieri e le mie parole sono un po’ razionati al momento. Vi saluto tutti e spero di mandarvi mie notizie domani», uno dei suoi ultimi messa. Venerdì poi il decesso, anche se c’era già chi si era mosso per portarlo in un centro più attrezzato.

Nato a Bomporto di Modena nel 1958, Lanzoni si era trasferito in seguito a Carpi con la famiglia. Nel 1990 è partito come missionario laico in Madagascar, a servizio della diocesi locale di Ambositra, operando presso l’Akanin’ny Marary, o Rifugio dei malati, a 250 km dalla capitale, sull’altopiano centrale; il Centro venne aperto nel 1967 per la cura e il reinserimento di lebbrosi, tubercolotici, disabili fisici e mentali, detenuti, povera gente. Dal 1976 la Diocesi di Reggio si impegnò a sostenere quest’opera in aiuto alla diocesi di Ambositra. Attraverso l’oculato lavoro di Luciano l’Akanin’ny Marary si arricchì di strutture, dando vita al centro più performante del Madagascar per la fabbricazione di protesi e altre apparecchiature ortopediche.

Nel 2007 la struttura, ormai avviata, è stata lasciata all’autonomia di gestione della Chiesa locale e Luciano Lanzoni è stato inviato a Manakara, nella diocesi di Farafangana (315 km più a sud) per seguire un nuovo progetto dell’Ue, in collaborazione con l’Ong Volontari nel Mondo Rtm, per la prevenzione e la cura di filariosi, lebbra, malaria e tubercolosi.

Il 18 novembre 2009 Lanzoni rischiò la vita durante una rapina in casa sua, venedo ferito gravemente a un polmone. Ristabilitosi, dopo mesi, riprese il suo normale lavoro.

Nel giugno 2011, terminato il progetto con Rtm, si mise a disposizione del vescovo di Farafangana per lo sviluppo delle popolazioni della periferia sud di Manakara e per il miglioramento delle condizioni di vita dei malati mentali della regione. II vescovo di Farafangana gli aveva affidato anche la Ferme Saint François d’Assise ad Analabe, villaggio nella foresta a sud di Manakara, che si occupa di insegnare il lavoro agricolo e allevamento. Dal 2018 aveva cominciato una collaborazione con la diocesi di Mananjari, adiacente a quella di Farafangana, per avviare un altro centro riabilitativo post-trauma o per l’handicap. Stavolta ad inviarlo era stata la sua Diocesi di origine, quella di Carpi. Il missionario ha continuato a dare il suo sostegno alle numerose opere da lui seguite in passato in tutta l’Isola: Antsirabe, Ambositra, Manakara, Tolear, l’opera di Raoul Follereau…

In questi anni di missione ha sempre sostenuto e accompagnato l’istituto dei Servi della Chiesa. La salma viene tumulata presso la Ferme Saint François d’Assise a Manakara.

La Diocesi di Reggio ricorderà Luciano Lanzoni nella Messa di venerdì alle 21 in Cattedrale, presieduta dal vescovo Massimo Camisasca. «A nome dell’Istituto dei Servi e Serve della Chiesa – afferma don Stefano Torelli, superiore generale dell’Istituto Servi e Serve della Chiesa – in comunione con Raymond, responsabile delle serve, ringrazio Dio per il dono di Luciano e la forte e decisa testimonianza di servizio ai poveri che ci lascia. Ringrazio tutti coloro che lo hanno aiutato in questi giorni, dai medici agli infermieri, e tutti i servi, le serve, gli amici. Ringrazio don Luca e tutti i sacerdoti. Dio ricompensi tutti. Chiedo a Dio che il seme sparso per tanti anni da Luciano possa essere fatto crescere e possa portare ancora il segno del servizio nella Chiesa come segno di vita nuova. Anche se nel cuore si prova tanto dolore oggi ringraziamo anche te Luciano per il tuo “sì” coraggioso e forte. La vita consacrata laica rimane una sfida per chi la vive e per chi la incontra. Dio sostenga e aiuti tutti i consacrati a vivere nell’autenticità e nella gioia. Dal cielo ci raggiunga la grazia per rispondere crescendo come famiglia di consacrati, come Luciano ha sempre desiderato e sperato».

A ricordare commosso Luciano Lanzoni, anche don Pietro Adani e il Centro missionario diocesano: «Con il cuore ancora molto provato per l’improvvisa scomparsa dell’amico Luciano Lanzoni, esprimo a tutta la famiglia dei Servi della Chiesa del Madagascar e alle autorità presenti il mio sentito cordoglio a nome del vescovo, di tutto il Centro Missionario di Reggio Emilia e della nostra Chiesa». Un grazie al missionario perché «hai avuto cura della Chiesa nei poveri e in loro hai servito e amato Cristo». E ancora: «Il Centro Missionario di Reggio Emilia con tutta la sua Chiesa ti sarà sempre riconoscente e terremo viva nel nostro cuore e nella nostra mente la tua passione, la tua dedizione, la tua testimonianza di uomo di Dio». —

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio