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Nel giardino della meditazione rivive lo spirito di Jara Bizzarri

Casina, realizzato da Effetto Notte col contributo di tanti cittadini nel parco Pineta. È dedicato alla psicologa morta a 45 anni, un anno fa, dopo una breve malattia

CASINA. La psicologa Jara Bizzarri è mancata l’anno scorso, a marzo a 45 anni, dopo un breve e doloroso calvario. Persona estremamente stimata, la sua scomparsa ha lasciato nel dolore tutti quelli che l’hanno conosciuta. Ma l’associazione casinese Effetto Notte ha voluto trasformare questo profondo dolore in un segnale e un messaggio di amore per la vita con la realizzazione di un punto di meditazione e contemplazione dell’ambiente nel Parco Pineta.

«Jara era la compagna del nostro socio fondatore, consigliere e collaboratore Emanuele Ferrari – spiegano a Effetto Notte in una nota – e la mamma di Ester. Per testimoniare la stima e l’amicizia che ci legava a lei, abbiamo sentito l’urgenza di ricordarla, in accordo con la famiglia: ricordare lei che partecipava spesso alle nostre iniziative, anche in pineta, con Emanuele, e soprattutto con la figlia Ester. Ricordarla creando un piccolo luogo laicamente sacro. Uno spazio di meditazione, suggestivo e appartato, in cui soffermarsi a leggere e stare in compagnia dei ricordi: il giardino di Jara, collocato nel pianoro sopra il chiosco, nel cuore della pineta».

Un’iniziativa voluta, ideata e coordinata da Effetto Notte, che da diversi anni si prende cura proprio del parco di Casina: in questa occasione, l’associazione culturale ha coinvolto molte figure della comunità, determinanti per la buona riuscita dell’opera. In tanti, infatti, hanno contribuito alla creazione ideale e materiale del giardino, donando tempo ed energie per una accurata progettazione e realizzazione. Il disegno della vegetazione è stato creato da Monica Fantini, che ha selezionato anche gli arbusti (tutte piante perenni). Erman Giudici, giardiniere di professione, nonché amico d’infanzia di Jara, ha messo a dimora tutte le piante. Il vivaio Idea Verde di Felina ha contribuito mettendo a disposizione una parte degli esemplari interrati. «Sono state scelte due piante maestose – proseguono a Effetto Notte – come l’albero dei tulipani (Liriodendro) e il Liquidambar; una specie di piccole dimensioni, quale il Cornus kousa; alcuni arbusti, in particolare la Spirea, l’Ortensia arbustiva, la Daphne odora, l’Elleboro e alcuni esemplari di Viburno, oltre alle erbacee perenni: l’Erica, la Bergenia, la Digitalis e l’Hosta».

Un raffinato lavoro artigianale è stato compiuto da Serena Pelliciari, con il marito Davide Rabotti: insieme hanno disegnato e realizzato un’elegante panchina a forma di J, con una struttura in acciaio lavorato e piegato a mano e con il piano in castagno. Presto, nel giardino verrà collocata anche una cassetta di libri in legno, frutto del loro ingegno e dedizione. Il momento migliore per visitare il giardino di Jara è il tramonto, quando i raggi bassi del sole, illuminano di un colore di fuoco la panchina, gli arbusti e gli alberi circostanti. «Sentiamo forte la mancanza di Jara – concludono – Eppure sappiamo che, pur non essendo più tra noi, la sua figura ci ha uniti e ha creato ancora una volta qualcosa di buono, armonioso e duraturo».

Pubblicato su Gazzetta di Reggio