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Un truciolo d’acciaio per il prete degli operai

Reggio Emilia

In tanti, nella giornata di ieri, hanno reso omaggio al feretro di don Gaetano Incerti. Un incessante corteo di gente, seppur nel rispetto delle norme anti-Covid, ha fatto visita alla camera ardente del 101enne sacerdote, allestita nella sua bella chiesetta delle Officine Reggiane, in viale Ramazzini 31 a Santa Croce, e dedicata a Gesù Operaio.

La salma, arrivata da Correggio, dove il sacerdote viveva da due anni, è stata esposta da ieri mattina. Nel corso della giornata è stata oggetto di un pellegrinaggio incessante: una preghiera e un saluto veloce, per lasciare il posto ad altri.

Ex dipendenti, dirigenti, gente comune, cittadini. Alle 17, infine, è stato celebrato il rosario. Sulla sua cassa sono stati riposti il suo abito talare e un truciolo d’acciaio di un tornio, opera di un ex dipendente delle Reggiane e amico del don, Gianfranco Gilietti (Ciccio). Il don lascia il fratello Dante, di 92 anni, e le nipoti Anna e Rita, figlie di un altro fratello, Leo, morto a 52 anni.

Stamani la salma sarà trasferita nel duomo cittadino dove, alle ore 9, il vescovo di Reggio e Guastalla, monsignor Massimo Camisasca, celebrerà la santa messa alla presenza anche dei suoi confratelli. Dopo la liturgia il corteo si trasferirà al cimitero di Correggio per la tumulazione della salma nella tomba dei sacerdoti. —

D.A.

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio