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È morta a 80 anni Rita Borghi storica edicolante di Valestra

Il Covid l’ha portata via venti giorni dopo la morte del marito Armando Ugoletti. I due gestivano anche la macelleria nota per i prodotti a base di carne di pecora

CARPINETI. Valestra perde un pezzo della sua storia. Nelle prime ore di ieri è morta, all’ospedale di Scandiano, l’80enne Rita Borghi, spirata a venti giorni di distanza dal marito Armando Ugoletti, sposato nel 1960.

Originaria della zona carpinetana che da Valestra si affaccia sul Secchia, per decenni Rita ha gestito l’edicola del paesino, mentre Armando ha mandato avanti la conosciutissima macelleria oggi gestita dai parenti, una delle principali realtà emiliane per la lavorazione e la vendita della carne di pecora.

Armando è deceduto il 1° novembre per le conseguenze di problemi sanitari con cui doveva convivere da tempo. Proprio in quei giorni la moglie e altri parenti sono risultati positivi al Covid,

Rita è stata ricoverata prima all’ospedale di Guastalla e poi a Scandiano, sino al peggioramento fatale del suo quadro clinico.

Rita Borghi lascia i figli Alberto e Oscar, i nipoti Nicola, Jessica, Alex, Alessia e Aurora, le nuore Rita e Jlenia e le sorelle.

La data del funerale non è ancora stata formalizzata. Con la sua scomparsa e con quella di Armando, Valestra dice addio ad una parte importante della propria comunità, a due figure che grazie alle loro attività erano riferimenti noti per moltissimi abitanti.

I due si erano sposati nel 1960 e circa un decennio dopo hanno aperto la macelleria e l’edicola con articoli da regalo e da cartoleria, a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro.

Oltre a occuparsi dell’edicola, Rita ha sempre collaborato con il marito nella gestione della macelleria. Insieme decisero di aprire due punti vendita, a Marola e a Cavola, ed era stata proprio lei a insistere perché nella macelleria si vendessero le berzigole, le fettine di carne di pecora conciate da cucinare alla piastra e alla griglia.

Oggi è un piatto noto e rinomato, anche grazie ai legami ricostruiti con la tradizione bizantina, alcune decenni fa una tradizione tramandata di famiglia in famiglia ma decisamente non diffusa.

«Rita era una donna devota al lavoro e alla famiglia, aveva un amore infinito nei confronti del marito Armando e nonostante fosse una donna molto forte aveva bisogno di lui e il giorno 19 novembre i due coniugi si sono riuniti in eterno», la ricordano ora i parenti. —

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio