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Muore a 101 anni don Gaetano Incerti. Addio al parroco delle Officine Reggiane

Il sacerdote si è spento nella casa di Correggio, accudito dalle nipoti. Era il decano della diocesi di Reggio Emilia e Guastalla

REGGIO EMILIA. La Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla saluta il decano del suo clero e la chiesa di “Gesù Operaio” presso le ex Officine Reggiane perde il suo storico e fedelissimo rettore. Don Gaetano Incerti si è letteralmente spento, a 101 anni, nella casa di Correggio in cui è stato negli ultimi anni accudito amorevolmente dalle nipoti Anna e Rita oltre che dall’affezionata Graziella Saccocci.

Nella sua ultrasecolare esistenza ha conosciuto otto pontefici e sei vescovi diocesani; al compimento del 100esimo anno di vita monsignor Camisasca lo aveva nominato Canonico onorario della Cattedrale.

Nato il 12 agosto 1919 a San Prospero di Correggio, della parrocchia di San Quirino, era stato ordinato sacerdote dal vescovo Eduardo Brettoni il 17 marzo 1945, quando la seconda guerra mondiale stava per concludersi.

Il suo fecondo ministero presbiterale lo vide da subito direttore del Pio Istituto Artigianelli, incarico che don Gaetano ha mantenuto dal 24 ottobre 1945 al 31 agosto 1955, lasciando un’indimenticabile testimonianza. Il direttore Incerti contribuì a creare i reparti interni come quelli di falegnameria, radiomeccanica e di metallurgia. Il suo intento, condiviso con il presidente dell’Istituto don Bruno Moratti, era porre l’attenzione sulla formazione morale e professionale dei ragazzi, attraverso una preparazione che includesse la componente teorica, quella pratica e quella di cultura generale.

«Don Gaetano – ricorda Raffaello Mazzacani, coordinatore degli Ex Artigianelli e a nome di tutti loro – è stato il nostro papà negli anni duri del Dopoguerra e come figli ci ha voluto tanto bene. Ci ha guidati ed indirizzati chi allo studio e chi al lavoro, imprimendo in noi valori che da allora ci tengono sempre uniti, con un legame fraterno che veniva confermato e rinnovato ogni due/tre anni negli indimenticabili raduni degli Ex Artigianelli».

Nell’agosto 1955 il vescovo Beniamino Socche inviò “provvisoriamente” don Gaetano come cappellano dell’Onarmo presso le Officine Meccaniche Reggiane e rettore della piccola chiesa di “Gesù Operaio”; il sacerdote ha rivestito questo ruolo ufficialmente fino al 1974, ma si è sempre mantenuto legato da profonda amicizia alle persone incontrate nelle due significative realtà storiche degli Artigianelli e delle Reggiane.

Le cronache cittadine registrano la sua puntuale presenza alle celebrazioni in memoria di don Zefirino Iodi, fondatore del Pio Istituto Artigianelli, e ai partecipati ritrovi annuali degli ex allievi, così come ai momenti di commemorazione dell’eccidio degli operai delle Reggiane, provocato dall’esercito badogliano il 28 luglio 1943.

Don Gaetano, sacerdote pieno di interessi, arguto e battagliero, è stato anche uno scrittore dalla penna vivace, ironica e talora graffiante: non si contano le lettere indirizzate ai giornali sia per ricordare fatti e personaggi del passato, sia per porgere mai banali riflessioni sul mondo contemporaneo. Recentemente aveva dato alle stampe un album dei suoi ricordi, corredato da ampia documentazione fotografica, intitolato, nel suo stile inconfondibile, “Reggiane: nostalgica ‘memoria’ di una industria vista da dentro dal suo Cappellano del lavoro”.

Inoltre don Incerti è stato a lungo addetto alla chiesa di San Filippo (1976-2000), nonché amministratore parrocchiale prima a Santa Croce e successivamente a San Nicolò.

Oggi (venerdì 20 novembre) la salma di don Gaetano sarà esposta nella chiesa di “Gesù Operaio”, in viale Ramazzini 31 a Reggio Emilia, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30; alle 17, nella stessa chiesa, verrà recitato il santo Rosario.

La celebrazione delle esequie, con la Messa presieduta dal vescovo Massimo Camisasca, avrà luogo nella Cattedrale di Reggio Emilia domani, sabato 21 novembre, alle 9. Al termine della liturgia, il corteo proseguirà per il cimitero di Correggio, dove don Incerti sarà sepolto nella tomba dei sacerdoti. —

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio