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«Bisogna rendere obbligatori i gilet gialli per chi va in cerca»

È l’istanza portata avanti dal capo stazione del Saer Monte Cusna, Luca Pezzi: «Agevolerebbe le ricerche  rispetto ai colori mimetici»

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«C’è una cosa importante, che ci tengo a portare avanti con l’Unione dei Comuni dell’Appennino: cercare di rendere obbligatorio l’utilizzo dei gilet gialli per i fungaioli, perché favorisce le ricerche». Così Luca Pezzi, capostazione Monte Cusna del Soccorso Alpino, dichiara al termine della tre giorni di ricerche, purtroppo culminate con il ritrovamento del corpo senza vita di Paolo Betolini, il fungaiolo disperso. «La speranza di trovarlo in vita c’era e c’è sempre – confida –. La casistica ci dice che era possibile trovarlo in vita. Qualche anno fa ci capitò con una persona di 80 anni ritrovata dopo tre giorni». Purtroppo, però, Bertolini non si era solo perso, ma era caduto in un canalone e, purtroppo, anche ritrovarlo prima non sarebbe bastato.

Resta, tuttavia, la questione delle ricerche, perché solo nella giornata di sabato sono state tre le allerte per altrettante persone che si erano perse. «Di solito si vestono di grigio, o di mimetico, e per noi in mezzo alla vegetazione vuol dire non trovarli. Invece, specie di notte, se avessero i gilet gialli catarifrangenti sarebbe molto più facile notarli. Cercherò di portare avanti questa istanza». Le altre raccomandazioni Pezzi le ha ricordate sulle pagine della Gazzetta di Reggio anche nella giornata di ieri: mai da soli o con meteo avverso; evitare pendii o zone particolarmente impervie; mai sopravvalutarsi; avere il giusto materiale personale, ricambio, antiacqua, abiti caldi, acqua, cibo; saper rinunciare se non ci sono le condizioni. —

El.Pe.

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio