• Home
  •  > Notizie
  •  > Roteglia piange don Giulio Rossi, parroco per quasi mezzo secolo

Roteglia piange don Giulio Rossi, parroco per quasi mezzo secolo

Castelarano, il sacerdote aveva 90 anni. Nel 1967 il suo arrivo nella frazione, fino al 2010. Domani pomeriggio il funerale presieduto dal vescovo Massimo Camisasca

CASTELLARANO. Roteglia perde il suo don. Nella mattina di ieri è morto a 90 anni il sacerdote reggiano don Giulio Rossi, per 43 anni parroco della principale frazione di Castellarano. Il religioso, nato il 16 marzo 1930 a Leguigno di Casina, da alcuni mesi viveva nella casa del clero “San Giuseppe” di Montecchio, dove è spirato dopo un malore improvviso.

IL FUNERALE.Da questa mattina la salma sarà visitabile nella chiesa parrocchiale di Roteglia, nel cuore del paese, dove alle 21 sarà recitato il rosario di suffragio. Il funerale verrà officiato nella stessa chiesa alle 16 di venerdì 14, presieduto dal vescovo Massimo Camisasca. L’accesso alla cerimonia sarà contingentato sino al numero massimo di persone ammesse secondo le attuali normative sanitarie. Al termine della funzione, don Rossi verrà seppellito nel cimitero di Roteglia, quello che senza dubbio era diventata la sua casa.

CHI ERA.Ordinato sacerdote il 19 luglio 1955, nei suoi 65 anni di attività presbiteriale ha sempre operato nella sua terra, Reggio Emilia, ricoprendo numerosi ruoli sino all’arrivo a Roteglia nel 1967. Dal 1955 al 1957, come primo incarico pastorale, è vicario cooperatore a San Polo, dal 1957 al 1969 si trasferisce in città, al Pio Istituto Artigianelli con sede nella parrocchia di Santa Teresa, nel centro storico. Prima come vicedirettore e poi come presidente, segue una delle principali realtà solidali ed educative della diocesi. Nello stesso periodo, si dedica anche ad altri cammini.

Dal 1960 al 1964 è assistente ecclesiastico dell’Unione sportiva “La Torre”, dal 1966 al 1967 è impegnato anche nel collegio cittadino “Dante Alighieri”. In contemporanea, inizia a dedicarsi all’insegnamento, come docente di Religione cattolica nelle scuole pubbliche: don Rossi lavorerà in diversi istituti del territorio, per 35 anni, dal 1958 al 1993. Nel 1967, poi, arriva il trasferimento alla parrocchia di San Donnino Martire in Roteglia, che guiderà sino al 2010, continuando poi a collaborare con l’unità pastorale “Madonna di Campiano”.

LE DONAZIONI. Nel corso dei decenni, don Rossi ha lasciato diverse donazioni alla diocesi di Reggio e Guastalla: a lui si devono molti arredi e spazi, come la sala parrocchiale di Leguigno e la sala pastorale del Centro diocesano di spiritualità e cultura di Marola. «Don Giulio si è sempre distinto, fin da giovane, per l’intraprendenza con cui affrontava le situazioni più difficili di alcune opere diocesane, come ad esempio gli Artigianelli, dove ha portato, con la nuova sede, a quell’innovazione pedagogico-educativa di cui l’Istituto gode ancora oggi. In questi contesti sapeva coniugare egregiamente, con sensibilità di sacerdote, le soluzioni economiche con le finalità pastorali», ricorda ora la diocesi reggiana. In particolare, «sapeva dare a parrocchiani e amici quella fiducia che finiva per coinvolgerli nella realizzazione e nella gestione di queste stesse opere». Nel marzo 2015, per il suo 85esimo compleanno, la comunità rotegliese aveva organizzato diverse celebrazioni, e il sacerdote aveva invitato agli abitanti una lettera in cui ricordava il lavoro svolto nei decenni, e le tante opere benefiche fatte anche a titolo personale.

 

Pubblicato su Gazzetta di Reggio