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Dall’Aglio, sotto accusa il medico reggiano

Indagini sulla morte del 23enne promessa del nuoto: la Procura scagiona presidente e associato degli “Amici del Nuoto”

Dopo due anni e mezzo di indagini e consulenze medico-legali di alto profilo, il pm di Modena Katia Marino ha chiesto l’archiviazione del fascicolo sul presidente degli “Amici del Nuoto” Mirco Merighi e Luciano Landi della stessa associazione, entrambi difesi da professor Giulio Garuti. Mattia Dall’Aglio non è deceduto a causa loro. Almeno, secondo le indagini, loro avrebbero commesso infrazioni importanti: non aver accertato se Mattia era autorizzato dal medico a svolgere attività sportive. E infatti non lo era. Non avevano neppure le autorizzazioni per esercitare attività sportive, o lasciare che altri lo facessero, nonostante avessero una sala attrezzata come una palestra.

Ma, oltre a questo, non c’è nessun collegamento, secondo la scienza forense, tra le loro attività e il decesso della promessa del nuoto avvenuto nel primo pomeriggio di un giorno all’inizio di agosto del 2017. Mattia è morto a 23 anni per un malore sicuramente collegato a una grave malformazione cardiaca che lo affliggeva da sempre. Non si sa però se il malore sia avvenuto in conseguenza di uno sforzo fisico eccessivo per le esercitazioni in quella stanza a quell’ora afosa. Questa indeterminatezza e la mancanza di collegamenti coi due indagati hanno fatto cadere le accuse di omicidio colposo.

Ma l’accusa di omicidio colposo resta in piedi. Ora l’indagato è un altro: il medico reggiano che aveva firmato il certificato del nulla osta per le attività sportive di Mattia. Un certificato che era oltretutto già scaduto quando il nuotatore è deceduto. Il medico sapeva delle malformazioni cardiache? Perché ha firmato quel documento sapendo che Mattia era un nuotatore agonistico? Insomma, si apre un nuovo fronte di accertamenti e questa volta riguarda chi doveva vigilare con strumenti scientifici sulla salute del giovane atleta. Lo stralcio con questo nuovo capitolo della lunga inchiesta passerà presto alla Procura di Reggio.

Nonostante il dolore che ha provocato la morte di Mattia gli “Amici del nuoto” vedono così sfumare i sospetti pesanti intorno al loro operato in questa tragedia. Commenta l’avvocato Garuti: «Questa decisione della Procura arriva alla fine di una lunga attesa. La Procura ha voluto fare accertamenti rigorosi che hanno interessato anche l’istituto specializzato di Padova per le autopsie cardiologiche chiedendo più di un consulto. Alla fine è emerso un esito che ha fugato ogni dubbio. Merighi e Landi non hanno responsabilità per la morte di Dall’Aglio. Bisogna però aggiungere che questa tragedia li ha fatti soffrire».

Come noto, il ritrovamento del corpo privo di vita di Mattia avvenne nella saletta, poi posta sotto sequestro, dove era andato a fare esercizi. Questo evento fatale ha segnato, oltre ai genitori, tutti gli amici e i nuotatori agonisti e non che lo hanno più volte ricordato e anche celebrato. —

Pubblicato su Gazzetta di Reggio