Chiese in Provincia di Reggio Emilia - città di Poviglio: Chiesa di Santo Stefano Protomartire

Chiesa di Santo Stefano Protomartire
S. Stefano S. Stefano Protom.

REGGIO EMILIA / POVIGLIO
piazza Umberto I - Poviglio (RE)
Culto: Cattolico
Diocesi: Reggio Emilia - Guastalla
Tipologia: chiesa
La chiesa parrocchiale di S. Stefano Protomartire è di antica fondazione. Si ha notizia dell'esistenza di un nucleo originario già nel XII secolo. Le fonti ritengono che avesse un orientamento diverso dall'attuale. La configurazione a tre navate si deve ad interventi di ampliamento attuati tra il XIV e il XVII secolo. Successivamente, nel XIX secolo (1839-49), viene ricostruita l'abside e il coro. Vengono realizzati anche i due vani accessori posti ai lati del presbiterio, attualmente adibiti... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La chiesa parrocchiale di S. Stefano Protomartire è di antica fondazione. Si ha notizia dell'esistenza di un nucleo originario già nel XII secolo. Le fonti ritengono che avesse un orientamento diverso dall'attuale. La configurazione a tre navate si deve ad interventi di ampliamento attuati tra il XIV e il XVII secolo. Successivamente, nel XIX secolo (1839-49), viene ricostruita l'abside e il coro. Vengono realizzati anche i due vani accessori posti ai lati del presbiterio, attualmente adibiti ad uso sagrestia e cappella feriale. Al termine dei lavori la chiesa viene solennemente consacrata dal Vescovo di Parma Giovanni Neuschel. Oggi la chiesa di S. Stefano ha una planimetria longitudinale a tre navate fiancheggiate da cappelle laterali che si ampliano in corrispondenza del transetto. Il coro absidato accoglie il grande dipinto di Carlo Zatti, nativo di Brescello (RE), raffigurante il Martirio di S. Stefano. E' ancora presente l'antico altare in legno intagliato e indorato preceduto da tre gradini e sovrastato da un baldacchino. L'interno ha un gusto neoclassico suggerito dall'ordine architettonico adottato per le paraste e per il cornicione aggettante. La facciata è ampia e divisa in due livelli. Lesene lievemente sporgenti individuano le tre navate in cui è suddiviso l'interno. Al di sopra dell'ingresso centrale doveva trovarsi un'antica immagine di S. Stefano, oggi sostituita da formelle in ceramica eseguite nel 1961 dal povigliese Oreste Carpi. Importanti lavori di restauro e rinnovamento sia dell'interno che dell'esterno sono stati condotti nel corso del XX secolo. L'ultimo intervento attuato nei primi anni 2000 ha restituito l'edificio in completa efficienza impiantistica e strutturale, senza trascurare la pulitura e il recupero delle pitture e delle decorazioni.

Impianto strutturale

Da una relazione tecnica d'archivio (2000) si apprende che la chiesa è realizzata in muratura portante di mattoni pieni legati con malta di calce (spessore dei muri variabile da due 2 teste (ca. 30 cm) a 4 teste (ca. 60 cm). I pilastri della navata centrale sono in mattoni pieni da 6 teste.

Pianta

L'impianto planimetrico della chiesa di Poviglio ha uno sviluppo longitudinale. Tre aperture poste in facciata permettono l'ingresso ad altrettante navate terminanti nel transetto sporgente entro al quale sono collocati gli altari della B.V. del Rosario (lato del Vangelo) e della Madonna Addolorata (lato dell'Epistola). Sulle navate laterali si aprono tre cappelle con altari sul lato nord (a partire dall'ingresso: altare di S. Giuseppe, altare della Madonna di Lourdes, altare di S. Antonio da Padova) e due cappelle sul lato sud delle quali la prima è dotata di altare (Sacro Cuore di Gesù) e la seconda, di dimensioni ridotte, accoglie il Fonte Battesimale. Da questa cappella è possibile accedere ad un piccolo vano dedicato al sacramento della Penitenza. L'area presbiteriale, rinnovata nel 1839-49 con la ricostruzione dell'abside e del coro su progetto del geometra Gelati di Sorbolo, è ampia quanto la navata centrale e si pone in continuità spaziale con essa. Ai suoi lati due spazi, coperti a vela, introducono alla sagrestia (lato sud) e alla cappella feriale (lato nord). Dimensioni complessive dell'interno: larghezza 21,30 mt, lunghezza 33,00 mt. Spazio occupato dalle navate: larghezza 13,70 mt, lunghezza 17,50 mt.

Interno

L'impaginato architettonico dell'interno si rifà a linee neoclassiche. Lo spazio è scandito da pilastrate che individuano tre navate, delle quali quella centrale è coperta a botte con volte unghiate poste in corrispondenza delle aperture finestrate. Le navate laterali, più strette e più basse, hanno volte a crociera e si aprono su cappelle quadrangolari non comunicanti tra loro, rialzate di un gradino. Le navate invadono l'area presbiteriale senza soluzione di continuità incrociandosi con il transetto sporgente oltre il perimetro murario i cui bracci accolgono i due altari più importanti dopo l'altare maggiore. L

XI sec. - XIV sec. (preesistenze intero bene)

Le fonti riferiscono dell'esistenza di una chiesa fin dall'XII secolo. Ritrovamenti di frammenti murari e di decorazioni parietali fanno presumere che l'antica chiesa fosse molto piccola e avesse la facciata rivolta verso il castello (demolito tra il 1697 e il 1703). Tra il XIII e il XIV secolo figura come chiesa "plebana" cui erano soggette diverse chiese del territorio.

XIV sec. - XVII sec. (ampliamenti intero bene)

Tra il XIV e il XVII secolo la chiesa viene ampliata con la costruzione delle navate laterali (prima la destra a fine Trecento e poi la sinistra agli inizi del Seicento).

1601 - 1601 (riconsacrazione intero bene)

A seguito di un evento di sangue, il 1 giugno 1601 la chiese viene riconsacrata.

XIX sec. - XIX sec. (collocazione stalli coro)

Intorno alla metà del XIX secolo vengono collocati nel coro gli stalli seicenteschi in legno intagliato provenienti dalla demolizione di un monastero di Parma.

1839 - 1849 (lavori di ristrutturazione presbiterio e coro)

L'abside semicircolare e i vani accessori oggi utilizzati come cappella feriale e sagrestia vengono edificati tra il 1839 e il 1849. Contemporaneamente viene ristrutturata l'area presbiteriale dotandola delle due cantorie poste lateralmente al primo piano e viene rinnovato completamente anche l'apparato pittorico. Terminati i lavori la chiesa sarà solennemente consacrata dal Vescovo di Parma Mons. Neuschel.

1853 - 1853 (mutamento giurisdizione ecclesiastica carattere generale)

Nel 1853 la chiesa di Poviglio passa dalla diocesi di Parma alla diocesi di Reggio Emilia.

XX sec. - XX sec. (lavori di ammodernamento intero bene)

Negli anni '50 e '60 del Novecento vengono intrapresi importanti lavori di rinnovamento e restauro promossi da don Guglielmo Cuoghi. Viene riparato il tetto con nuove travature. Viene eseguita tutta la decorazione interna (sottoposta di recente ad operazioni di pulitura e conservazione). Vengono restaurate le cappelle e gli altari della Madonna del Rosario, del Sacro Cuore e di San Giuseppe. Inoltre viene rifatta tutta la pavimentazione in marmo. Per la facciata si fa largo l'ipotesi di sostituire l'antico affresco (forse cinquecentesco) con un'opera contemporanea dedicata al santo titolare. Le formelle in ceramica oggi presenti sopra il portale di ingresso centrale sono dell'artista povigliese Oreste Carpi che ha impresso su una di esse la data "1961".

1978 - 1979 (restauro campanile intorno)

I lavori di restauro al campanile compiuti nel 1978-79 hanno restituito la struttura originale più volte manomessa nel corso dei secoli con interventi di innalzamento. Nel XVI secolo la torre aveva un'altezza di 16 metri. Nel XVII era stata portata a 21,20 e nel 1868-69 aveva raggiunto i 23,20 metri.

1989 - 1997 (costruzione oratorio parrocchiale intorno)

Nel 1989 vengono intrapresi i lavori di costruzione del nuovo Oratorio parrocchiale su progetto dell'arch. Mauro Severi. Contiene gli uffici parrocchiali, l'appartamento per i parroci, le aule di catechesi, il salone polivalente, stanze per il circolo ricreativo e per le associazioni. Dopo un periodo di sospensione dovuto a ritrovamenti di natura archeologica i lavori vengono conclusi soltanto nel 1997.

1996 - 2003 (lavori di restauro e consolidamento statico intero bene)

L'evento sismico del 1996 rende necessario intervenire con urgenza per la sistemazione del manto di copertura e la riparazione delle lesioni. Successivamente viene predisposto un progetto di miglioramento antisismico a firma degli architetti Pavan Stefano e Bellini Massimo di Guastalla in base al quale i lavori vengono organizzati in due fasi d'intervento. Nella prima si prevede di consolidare le volte e le murature, demolire il pavimento in lastrame di marmo, e posare il nuovo riscaldamento radiante a pavimento. Nella seconda fase sono compresi il rifacimento degli intonaci ammalorati fino ad un'altezza di 2,50 metri, la posa di un nuo

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