Chiese in Provincia di Reggio Emilia - città di Ligonchio: Chiesa di Sant'Andrea Apostolo

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo
S. Andrea Ap.

REGGIO EMILIA / LIGONCHIO
Ligonchio (RE)
Culto: Cattolico
Diocesi: Reggio Emilia - Guastalla
Tipologia: chiesa
L'attuale chiesa è stata ricostruita negli anni '30 del XX secolo. E' a pianta rettangolare con navata unica, con due cappelle laterali per ciascun lato e tetto a due falde. L'area presbiteriale, sopraelevata da due gradini, è divisa dall'aula liturgica da una balaustra in marmo, alle spalle dell'altare marmoreo vi è un coro ligneo. Prospetti La facciata principale è delimitata da due lesene che sostengono una cornice modanata a contorno del timpano. Il portale è sormontata da un'ampia... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

L'attuale chiesa è stata ricostruita negli anni '30 del XX secolo. E' a pianta rettangolare con navata unica, con due cappelle laterali per ciascun lato e tetto a due falde. L'area presbiteriale, sopraelevata da due gradini, è divisa dall'aula liturgica da una balaustra in marmo, alle spalle dell'altare marmoreo vi è un coro ligneo.

Prospetti

La facciata principale è delimitata da due lesene che sostengono una cornice modanata a contorno del timpano. Il portale è sormontata da un'ampia finestra quadrilobata. Una lapide posta sopra al portale principale riepiloga le vicende storiche attraversate dall'edificio con le parole "Templum ho divo Andreae dicatum ruinis minans elebente saeculo XVI sublatum nunc fere dirutum in meliore formam redactum anno 1893 impensis et labore populi terraemoto ruitum anno 1923 restauratum fuit".

Interni

Il ritmo interno è scandito da paraste che sorreggono gli archi a tutto sesto, interposti fra le volte a botte. Negli archi sono state inserite delle catene metalliche. Una cornice marca lo stacco tra le superfici parietali e la soffittatura curva. In corrispondenza delle cappelle nella parte alta si aprono delle finestre nelle vele. L'interno della chiesa è privo di decorazioni pittoriche murarie di rilievo, le pareti sono intonacata a tempera con prodotti industriali di anni recenti.

1313 - 1313 (notizie documentarie intero bene)

la chiesa esisteva già nel 1313 come risulta dall'Annuario Diocesano del 1984.

1573 - 1573 (notizie documentarie intero bene)

da un inventario risulta che la chiesa sia stata eretta in un posto più centrale e comodo ai fedeli , dove si trova ancora oggi, orientata con canonica e campanile a sud e sacrestia a nord.

1594 - 1594 (notizie documentarie intero bene)

la costruzione risultava piccola e degradata tanto da richiedere un intervento di restauro e ampliamento ad opera del Rettore Don Basilio Bosi di Piolo. Dell'antica chiesa venne conservata solo l'unica navata mentre il resto fu completamente rifatto. La testimonianza di questi lavori è affidata a un'iscrizione su una pietra posta in precedenza sulla porta della canonica ed oggi sulla controfacciata della chiesa a sinistra dell'ingresso.

1616 - 1616 (costruzione porta laterale)

la porta laterale fu fatta costruire dal Rettore Bartolomeo Maestri nel 1616.

1625 - 1625 (costruzione porta maggiore)

la porta maggiore in grossi blocchi di pietra fu fatta costruire dal Rettore Bartolomeo Maestri nel 1625.

1775 - 1775 (rifacimenti e abbellimenti intero bene)

nel XVIII secolo numerosi lavori furono eseguiti grazie alle offerte della Confraternita della Pia Opera delle Anime Purganti, tra gli altri nel 1775 venne costruito un altare di ordine corinzio. Col cadere di questa istituzione già alla fine del secolo l'altare risulta disperso.

XX sec - XX sec (restauro intero bene)

Negli anni '50/'60 del XX secolo la chiesa ha subito dei resturi per i danni postbellici.

1920 - 1920 (danni intero bene)

a causa del terremoto la chiesa subisce gravi danni e fu ricostruita negli anni '30.

2012 - 2012 (restauro intero bene)

su progetto dello Studio Sulla Via della Pace arch. Mauro Pifferi è stata eseguita la pulitura dei tinteggi interni della chiesa che risultavano in buone condizioni ma con una diffusa patina causata dalla scarsa manutenzione, dall'uso e dal fumo prodotto da un corto circuito. Per la pulizia furono usati metodi leggeri e non invasivi tramite gomme apposite, senza rimozione del materiale esistente. Il catino absidale con decorazione degli anni '50/'60 si trovava in uno stato precario con diversi sollevamenti della pellicola pittorica su tutta l'area della volta causati dalle successive sovrapposizioni di strati pittorici. Erano presenti anche distacchi di intonaco e di arriccio della struttura muraria sottostante con la formazione di vuoti e cavità che rendono l'intonaco pericolante.

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