Chiese in Provincia di Reggio Emilia - città di : Chiesa di San Martino Vescovo

Chiesa di San Martino Vescovo
S. Martino Vescovo S. Martino vescovo di Tours S. Martino V.

REGGIO EMILIA
via Melegari - Meletole, Castelnovo di Sotto (RE)
Culto: Cattolico
Diocesi: Reggio Emilia - Guastalla
Tipologia: chiesa
La costruzione della chiesa di Meletole avviene a partire dal 1701 su una precedente chiesa cinquecentesca di cui viene conservata la torre campanaria. Il coro viene allungato verso est. La navata viene allungata verso ovest e allargata con l'aggiunta di nuove cappelle. Il capomastro fu Domenico Ferretti. La sua configurazione planimetrica è a pianta basilicale. L'unica navata è suddivisa in cinque campate di diversa ampiezza. Sulle due maggiori si aprono quattro cappelle con altari,... Leggi tutto
Fonte: BeWeB - Beni Ecclesiastici in Web

Dettagli

La costruzione della chiesa di Meletole avviene a partire dal 1701 su una precedente chiesa cinquecentesca di cui viene conservata la torre campanaria. Il coro viene allungato verso est. La navata viene allungata verso ovest e allargata con l'aggiunta di nuove cappelle. Il capomastro fu Domenico Ferretti. La sua configurazione planimetrica è a pianta basilicale. L'unica navata è suddivisa in cinque campate di diversa ampiezza. Sulle due maggiori si aprono quattro cappelle con altari, comunicanti tra loro soltanto sul lato destro; sulle minori prospettano piccole cappelle delle quali la prima a sinistra dell'ingresso ospita il Fonte Battesimale. L'altare maggiore in marmo è stato eseguito dalla nota scultrice correggese Carmela Adani nel 1952. Al centro della curva absidale è collocato il dipinto raffigurante San Martino Vescovo e Santo Stefano forse opera di Angelo Alberici (inizio XIX secolo). La sagrestia con volta ribassata è sul lato sud del presbiterio. A nord, in aderenza alla chiesa, è posto il campanile di antica costruzione. La struttura architettonica dell'interno è scandita da paraste con capitelli ispirati all'ordine composito e un cornicione piuttosto aggettante che percorre tutta la chiesa. L'insieme è valorizzato dal ricco apparato decorativo a forti tinte che ricopre le pareti, le membrature architettoniche, la cantoria e le volte. Risale al 1906 e l'esecuzione si deve al pittore Otello Giovanoli di Carpi. Allo stesso anno risale la consacrazione solenne della chiesa effettuata dal vescovo Arturo Marchi. La facciata, rivolta a ponente, è stata compiuta nel 1914 su disegno di Otello Cocconi di Campegine. La parte centrale è slanciata, riquadrata da lesene angolari composite binate scanellate poste su alti basamenti recanti lo stemma di Papa Benedetto XV e del Vescovo di Reggio Eduardo Brettoni. Il portale di ingresso, sottolineato da colonne trabeate, è sormontato da un bassorilievo raffigurante il santo titolare, risalente probabilmente agli anni '80 del secolo scorso. Un frontespizio triangolare conclude superiormente la facciata. Elementi a voluta con acroteri e vasi in vertice la raccordano con le ali laterali assai ridotte.

Impianto strutturale

Dalla relazione tecnica di accompagnamento al progetto di consolidamento strutturale e miglioramento antisismico (2000) si apprende che tutte le strutture portanti della chiesa di Meletole sono in mattoni.

Pianta

La chiesa è orientata liturgicamente. La sua planimetria è di tipo basilicale. Sull'aula, suddivisa in cinque campate di diversa ampiezza, si aprono quattro cappelle con altari (poste in corrispondenza delle campate maggiori) e sei cappelle minori. Soltanto le cappelle poste sul lato sud comunicano tra loro. Gli ultimi due vani prima del presbiterio hanno funzione di collegamento sia con l'esterno che con il campanile e la sagrestia. Il presbiterio è rialzato di due gradini rispetto al piano della navata. Al centro vi è collocata una moderna mensa in legno e metallo ma è ancora presente l'altare maggiore marmoreo risalente agli anni '50 del secolo scorso. La composizione termina nel coro absidato privo di stalli comunicante direttamente con la sagrestia sul lato destro. Il campanile è posto in aderenza alla chiesa sul lato nord del presbiterio. Sul lato sud della chiesa sono presenti numerosi ambienti di servizio, parte dei quali realizzati per i Confratelli contestualmente alla costruzione della chiesa. Nella seconda metà del XVIII secolo sono stati ampliati verso ovest di tre metri e sopraelevati per ricavare ambienti ad uso scolastico. Sul finire del XIX secolo sono stati ulteriormente allungati sul lato ovest di altri due metri. Dimensioni complessive dell'interno: larghezza 8,50 mt, lunghezza 26,50 mt. Dimensioni della navata: larghezza 8,50 mt, lunghezza 17,60 mt, altezza 11,50 mt.

Interno

Per le linee architettoniche dell'interno sono state impiegate paraste con capitelli ispirati all'ordine composito e una trabeazione che percorre t

XII sec. - XVI sec. (preesistenze intero bene)

Una prima chiesa di Meletole viene citata già nel sec. XII. Era situata più ad est dell'attuale, in località Campo della Croce, al confine con la parrocchia di Santa Vittoria. Cessa di essere parrocchiale nel sec. XVI.

XV sec. - XVI sec. (preesistenze intero bene)

Una seconda chiesa viene costruita molto probabilmente tra la fine del XV e l'inizio del XVI secolo nel luogo corrispondente all'incirca a quello occupato dalla chiesa attuale. Era lunga poco più della metà dell'attuale e larga quanto l'attuale presbiterio. Le cappelle laterali erano due soltanto. L'altare di destra era dedicato al Crocefisso e a S. Antonio da Padova e S. Bartolomeo. Quello di sinistra alla B.V. della Neve. Nel coro vi era un quadro raffigurante San Martino con ancona indorata. Il Fonte Battesimale era in marmo. La sagrestia era posta a sud e il campanile a nord, accessibile dal presbiterio attraverso una porta ad arco ancora visibile all'interno dell'attuale torre.

1701 - 1715 (costruzione intero bene)

La costruzione della nuova chiesa avviene a partire dal 1701. Della vecchia chiesa cinquecentesca viene conservata la torre, posta sul fianco nord del presbiterio, che verrà poi innalzata nel 1717-18. La cappella maggiore della nuova chiesa resta della stessa larghezza della precedente; viene solo allungato il coro verso est. La navata invece viene allungata verso ovest e allargata con l'aggiunta di nuove cappelle. Nel 1711 la chiesa è già coperta. Nel 1712 viene realizzata la volta della navata. La pavimentazione della chiesa, del presbiterio e del coro viene realizzata nel 1715 in quadroni di cotto di cm 25½x25½. La spesa per la costruzione della chiesa viene sostenuta dal Comune, dalle Confraternite, dal rettore don Giambattista Ghidini e dai parrocchiani. Il capomastro è Domenico Ferretti.

1716 - 1716 (titolo carattere generale)

La chiesa viene elevata a Prevostura il 22 maggio 1716. Al rettore Gio. Battista Ghidini viene conferito il titolo di Prevosto per le benemerenze acquisite con la costruzione della nuova chiesa.

1723 - 1723 (stalli coro)

Il prevosto Don Ghidini fa costruire le sedie corali, non più presenti.

1758 - 1776 (ampliamento locali di servizio lato sud intero bene)

I locali per i Confratelli della Fabbriceria, che erano stati costruiti sul lato sud della chiesa contemporaneamente alla sua costruzione, vengono ampliati nel 1758-76 di tre metri verso ovest e viene innalzato tutto il corpo, comprese le cappelle, destinando i locali così ricavati ad uso scolastico. Detti locali furono poi allungati di altri due metri sempre sul lato ovest alla fine del XIX sec.

1764 - 1769 (confessionali interno)

Durante la permanenza di don Giulio Paolo Bianchi (1764-69) vengono eseguiti i due confessionali in noce intagliato, ancora presenti nella prima e terza cappella sul lato sud.

1812 - 1815 (giurisdizione ecclesiastica carattere generale)

Dal 1812 al 1815 la chiesa di Meletole, che era nella diocesi di Parma, viene governata per delega dal Vescovo di Reggio.

1828 - 1828 (mutamento giurisdizione ecclesiastica carattere generale)

Nel 1828 la chiesa di Meletole passa definitivamente alla diocesi di Reggio per disposizione della Bolla di Pio VII dell'11 dicembre 1821, alla quale seguirà il Decreto del delegato Apostolico Mons. Cortese Vescovo di Modena del 6 aprile 1822.

1838 - 1872 (lavori di rinnovamento intero bene)

Durante il periodo di permanenza del sacerdote Pio Baracchi (1836-72) vengono rifatti la porta grande, il pavimento della chiesa e i banchi. Si rifà in marmo l'altare di San Bernardino (ora S. Luigi).

1872 - 1878 (balaustra presbiterio)

Durante il periodo di permanenza di Primo Franciosi (1872-78) viene fatta la balaustra in legno, non più presente.

1878 - 1895 (altari e campanile intero bene)

Il sacerdote Cristoforo Lolli, durante la sua permanenza (1878-85), commissiona l'esecuzione, in marmo, di tutti gli altari e ter

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