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Donati gli organi della pensionata investita

Enza Alabardi, 71 anni, è stata travolta dall’auto della cognata a Casalgrande. Il pm autorizza i funerali

CASALGRANDE. È da fissare il funerale di Enza Alabardi, 71 anni, la pensionata pilastro della parrocchia di Sant’Antonino Martire travolta sulle strisce pedonali dall’auto della cognata e morta dopo nove giorni di agonia nell’ospedale Santa Maria Nuova.

A causa della donazione degli organi – espiantati reni e cornee –, la salma non è ancora a disposizione della famiglia, sebbene il magistrato di turno abbia deciso di non far eseguire l’autopsia perché le cause del decesso paiono chiare: l’anziana infatti era stata sbalzata e nel ricadere aveva sbattuto la testa contro un cordolo in cemento del marciapiede.

I funerali avranno luogo a ridosso del fine settimana, domani o venerdì, e avranno per teatro la stessa chiesa dove Enza si recava il giorno della disgrazia. Il rito sarà officiato da don Carlo Taglini, che ha fatto visita ai familiari per porgere le condoglianze sue e della comunità dei parrocchiani, alquanto scossi per l’accaduto.

Originaria di Pavullo nel Frignano (Modena), Enza era nata in una famiglia numerosa e molto credente. Circa 45 anni fa, quando si era sposata con Battista Zobbi, si era trasferita nella frazione di Sant’Antonino di Casalgrande, in via Canale, a circa 200 metri dalla chiesa. Casalinga, dopo una vita dedicata alla casa e alla famiglia negli ultimi anni, oltre alla cura dei nipotini, si era dedicata con dedizione al volontariato: era un pilastro della parrocchia, dove puliva i locali e prestava il suo tempo nella Caritas. Aiutava una bimba disabile a fare ginnastica riabilitativa ed era volontaria anche nelle sagre della frazione, sempre in cucina a friggere il gnocco o preparare piatti.

L’incidente si era verificato domenica 3 settembre alle 8.30 in via Statale a pochi metri dalla chiesa, quando la Fiat 500 guidata dalla sorella del marito della pedone ha urtata la pensionata sulle strisce pedonali. Tra l’altro, l’utilitaria andava pianissimo e si era fermata quasi subito. Solo quando era scesa, la conducente, sotto choc, aveva capito di aver travolto la cognata. Entrambe erano dirette alla chiesa per la prima messa domenicale, dove si trovavano abitualmente.

Enza Alabardi lascia il marito Battista, i figli Roberto e Luca, i nipoti Riccardo e Nicolas, le nuore Catia e Fabiola e otto tra fratelli e sorelle.

Ambra Prati

Pubblicato su Gazzetta di Reggio