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È morta l’anziana investita dall’automobile della cognata

Casalgrande, nove giorni fa Enza Alabardi, 71 anni, era stata travolta mentre andava a messa Era volontaria in parrocchia, alla Caritas e aiutava una bimba disabile. Gli organi sono stati donati

CASALGRANDE. Non ce l’ha fatta Enza Alabardi, 71 anni, residente a Sant’Antonino di Casalgrande: la pensionata, investita dalla cognata sulle strisce pedonali mentre entrambe si recavano a messa, dopo nove giorni di agonia è spirata al Santa Maria Nuova. La donna dal giorno dell’incidente, domenica 3 settembre, non ha più ripreso conoscenza: in coma farmacologico nel reparto di rianimazione del Santa Maria Nuova, ieri, dopo la morte cerebrale e le sei ore di osservazione di prammatica, i medici anno dichiarato il decesso alle 18. I familiari hanno concesso l’assenso per la donazione degli organi, in linea con una esistenza spesa a servizio dei meno fortunati.

L’incidente si era verificato alle 8.30 in via Statale a pochi metri dalla chiesa, quando la Fiat 500 guidata dalla sorella del marito della pedone ha urtata la pensionata sulle strisce pedonali. Tra l’altro, l’utilitaria andava pianissimo e si era fermata quasi subito. Solo quando era scesa, la conducente, sotto choc, aveva capito di aver travolto la cognata. Entrambe erano dirette alla chiesa di Sant’antonino Martire per la prima messa domenicale, dove si trovavano abitualmente.

Subito dopo l’impatto, una decina di persone erano accorsa dal sagrato e dal vicino bar. Il caso aveva voluto che la 71enne a piedi, nel cadere, abbia battuto la testa contro il cordolo in cemento del marciapiede, riportando un trauma cranico. «I medici fin dall’inizio non ci hanno dato molte speranze, disegnando un quadro gravissimo. Io, mio fratello e mio padre le siamo stati sempre accanto, alternadoci al suo capezzale – racconta il figlio Roberto –. Purtroppo doveva andare così». Il giorno dopo l’incidente i familiari si erano recati dalla cognata. «Era parecchio scossa, ma non è colpa di nessuno, è stata una tragica fatalità», prosegue il figlio.

Originaria di Pavullo nel Frignano (Modena), Enza è nata in una famiglia numerosa (nove tra sorelle e fratelli). Circa 45 anni fa, quando si è sposata con Battista Zobbi, Enza si è trasferita nella frazione di Sant’Antonino di Casalgrande, in via Canale, a circa 200 metri dalla chiesa che frequentava con regolarità. Casalinga, negli ultimi anni, oltre alla cura degli adorati nipotini, si è dedicata al volontariato: era un pilastro della parrocchia, dove puliva i locali e prestava il suo tempo nella Caritas. Aiutava una bimba disabile a fare ginnastica riabilitativa ed era volontaria anche nelle sagre della frazione. «Una persona speciale, generosa e vecchio stampo», la definisce il figlio.

Enza Alabardi lascia il marito Battista, i figli Roberto e Luca, i nipoti Riccardo e Nicolas, le nuore Catia e Fabiola. I funerali sono da fissare.

Ambra Prati

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Pubblicato su Gazzetta di Reggio